IL QUARTIERE ALBERGHERIA-BALLARO’
Porta Sant’Agata preesistente fu ristrutturata dagli Arabi; essa faceva parte della cinta Muraria punico-romana ai bordi del torrente del maltempo (chiamato Kemonia dai Normanni – nordmen) che perimetrava le aree ,successivamente urbanizzate per volere dei Normanni avendovi deportato i ribelli di Centurie e Capizzi; cosicché la città cosmopolita ospitava latini-greci-ebrei-arabi.
Nel 300’ la città si espandeva verso le aree di saturazione a confine di detto torrente:- palazzi Sclafani, Speciale ecc.
Nel 500’ le mura vennero abbandonate e ricostruite oltre il Kemonia con tecnica moderna dell’arch. Ferromolino (invenzione della polvere da sparo,uso dei cannoni ecc)
- fu sistemata la Piazza Ballarò unitamente alle zone circostanti
- fi realizzato il taglio della Via Maqueda
Il quartiere era costituito da povere abitazioni catoi- gli abitanti ,artigiani,contadini.
Così sorsero insediamenti di Ordini Religiosi : Monastero Santa Chiara - Convento del Carmine Maggiore ,chiesa San Nicolò con annesso Torre civica.
( * ) Quaderni dell’Archeoclub d’Italia sede di Palermo- a cura dell’arch.Giuseppe Costa
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