Il complesso del monastero di Santa Chiara sorge nel secolo XIV (1344) ad opera del Conte Matteo Sclafani, nell’area del preesistente palazzo Matteo di Termini,“Mastro Giustiziere “e successivamente ristrutturata nel secolo XVII dall’arch. Nicolò Troisi;confina con l’attuale Piazza S.Chiara-Via G.M. Puglia-Via  Saladino – Via  Benfratelli –Via  Scarparelli –Via  Rua  Formaggi e con  il  plesso  di Matteo Sclafani.

 Nel 1866 lo Stato Italiano ha soppresso ed espropriato  gli  immobili  di tale Monastero.

 Nel 1918 i Salesiani sono stati insediati per volontà delle autorità civile e religiose nei  locali  dell’ex –monastero di Santa Chiara,sito nel quartiere dell’Albergheria di Palermo.

 Nel 1928 la Municipalità di Palermo,con atto in notar F.P.Lionti, ha fatto cessione dell’immobile  all’arcivescovo pro-tempore,monsignor Filippi  e questi,in seno allo stesso atto,ha trasferito parte di tale cessione ai  Salesiani ( lato sinistro alla chiesa) e la parte restante alle suore delle “ Figlie della Misericordia “

 La chiesa ed i locali annessi alla Rettoria sono rimasti al  F.E.C.

                      

   CHIOSTRO

  

  Il Monastero di S. Chiara contravvenne più volte alla propria  regola ispirata al francescanesimo e, nella  sua essenza, profondamente   contraria tanto allo  sperpero ed all’ostentazione , quanto al lusso ed ai  privilegi.

  La prima regola di Santa Chiara fu approvata nel 1212, la Seconda Regola, risalente al 1263, inviata  al disprezzo delle  ricchezze di  questo mondo.

  Lo Statuto Francescano, del 1266,da cui la regola delle Clarisse non si discosta,

   afferma,in un chiaro invito alla sobrietà dell’architettura degli edifici:

 

cum autem curiositas et superfluitas directe obviet pauperitati,

ordinamus quod aedificiorum curiositas in picturis, celaturis, finestris, columnis et

huiusmodi , aut superfluitas  in longitudine, latitudine  et altitudine secundium loci

conditionem arctius evitetur.

 

                     Si può immaginare che il primo organismo di cui si hanno tracce, d’impianto unitario , si  sviluppasse ordinatamente intorno al primo  dei cortili antichi ,ubicato accanto alla chiesa.

                     Al  piano terra trovano spazio  la sagrestia della chiesa ed  ambienti di servizio come  le cucine dove si panificava.

                     Una scala rivestita in Billiemi conduceva dal Chiostro con loggiato su colonne ai piani superiori,dove grandi corridoi disimpegnavano

       ambienti privati come i dormitoi e gli appartamenti della Badessa, spazi collettivi come il coro e  la stanza  del Capitolo  e di servizio come l’in-

       fermerai. 

                   La fontana citata del Mongitore non si ritiene possa identificarsi con quella in pietra di Billiemi attualmente presente nel piccolo cortile

        vicino alla chiesa, di fattura barocca.

                   Allo stato attuale il Chiostro  settecentesco è formato da un piccolo porticato e da una fontana centrale ( attualmente  adibita  a  fioriera di

          ornamento alla statua ivi collocata) 

 

 

IL CAMPANILE

 

 

  Il campanile in pietra arenaria (tufo) costruito su progetto dell’architetto  Paolo  Amato  ( Ciminna  16.1.1634 , Palermo 3-7-1714 )  completa la maestosa facciata ed il sontuoso portale con le due colonne tortili e due angeli ed altre decorazioni,crollate a causa del bombardamento bellico del 9 maggio 1943  insieme al quarto altare laterale destro e  al prestigioso coro ligneo con l’organo, le quattro campane bronzee, rifatte pare interamente,tra il 1819 e il 1834 Sulla  parete esterna della campana più grossa,lesionata ed impracata da un’armatura in metallo si legge:

 

CHACON – MARIA  JOSEPHA ABADESSA  NUNTIAS  ALOISIAS  PANZERA

FUSEANNO DOMINI 1827”                           (NUNZIA)

 

 Al centro è incisa l’immagine di una santa o santo che non si distingue a causa della corrosione subita dall’usura del tempo. (La parte prospiciente all’esterno non si riesce a leggere, perché impediti dalla posizione pericolosa ).

Sulla parete esterna della campana piccola,lesionata, si legge:

RIFATTA  NEL 1819  NEL COV (convento) DALLA MADRE  S. ROSA  FELICE CHACON”

 ( non si distingue l’immagine di una santa o santo in rilievo, perché corrosa).

Sulla parete esterna della campana media, si legge

VITTORIA VENTIMIGLIA – FUSA NELL’ANNO  1823  NUNZIO E MATTEO

PANZERA   FUSERO”

 

      A centro è riprodotta l’immagine di S. Antonino  col Bambino Gesù con la dicitura :

 “S. ANTONINO”

Sulla parete esterna dell’altra campana media,si legge:

 

FUSA NEL MESE            1834 (col 3 rivoltato a forma di €.)

A SPESE DELLE  SORELLE  CONVERSE”.

 

                    Al centro è  riprodotta  a rilievo l’immagine  con  la dicitura  di

 

“S. RESTITUA

(una santa dell’antichità ,allora, molto miracolosa e venerata).